Le utenze con privilegi amministrativi rappresentano l'obiettivo più ambito per chi tenta di compromettere un'infrastruttura. Le pratiche che seguono riducono in modo significativo la superficie di attacco e allo stesso tempo agevolano gli adempimenti richiesti dal Provvedimento del Garante.
1. Applicare il privilegio minimo
Ogni utenza dovrebbe disporre esclusivamente dei permessi necessari a svolgere il proprio compito. I diritti amministrativi vanno assegnati in modo puntuale e revocati quando l'esigenza che li ha motivati viene meno.
2. Separare gli account operativi da quelli amministrativi
L'utenza usata per la posta elettronica e la navigazione non deve coincidere con quella impiegata per amministrare i server. La separazione limita l'impatto di un'eventuale compromissione della postazione di lavoro.
3. Attivare l'autenticazione a più fattori
Un secondo fattore rende inefficace il furto delle sole credenziali. Va previsto per tutti gli accessi amministrativi, in particolare per quelli provenienti dall'esterno del perimetro aziendale.
4. Tracciare ogni accesso
La registrazione degli accessi non è soltanto un obbligo normativo: è lo strumento che consente di ricostruire cosa è accaduto e quando. La conservazione va garantita per almeno sei mesi in forma inalterabile.
5. Rivedere periodicamente le abilitazioni
Almeno una volta all'anno occorre verificare l'elenco delle utenze privilegiate, disattivare quelle non più necessarie e documentare l'esito della verifica. È esattamente ciò che il Garante richiede in sede di controllo.
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